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Forte ondata di freddo in arrivo domenica prossima
Il mese di aprile 2025 prende il via con un evento meteorologico inaspettato e particolarmente intenso: una vera e propria irruzione artica che coinvolge gran parte dell’Europa e colpisce in pieno anche l’Italia. Dopo una fine di marzo caratterizzata da giornate miti e soleggiate, le condizioni climatiche subiscono un repentino peggioramento, con temperature in netto calo e un ritorno a scenari tipici della stagione invernale.
Questo drastico cambiamento è dovuto alla discesa verso sud di una massa d’aria molto fredda proveniente dall’Artico, favorita dall’indebolimento del Vortice Polare. In particolare, una configurazione barica bloccata sull’Atlantico settentrionale spinge l’aria gelida verso il cuore del continente europeo e fino al bacino del Mediterraneo. Sebbene episodi simili possano verificarsi anche in primavera, la potenza e l’estensione dell’attuale irruzione rendono il fenomeno decisamente fuori norma.
Le previsioni per i primi giorni di aprile segnalano un calo termico marcato, con valori che potrebbero scendere fino a 10-12°C sotto le medie stagionali. Il periodo più critico è compreso tra martedì 1 e sabato 5 aprile, quando molte regioni italiane si troveranno sotto l’influsso diretto dell’aria fredda.
Le aree del Centro-Nord saranno le più colpite: in regioni come Piemonte, Lombardia e Triveneto sono previste nevicate già dai 500-700 metri. In Toscana, Umbria e Marche, la neve potrebbe spingersi fino alle colline, con accumuli anche significativi in zone raramente interessate in questa stagione. Nel Sud Italia, l’Appennino campano, lucano e calabrese potrebbe ricevere neve sopra i 700-800 metri.
Anche le città poste a quote elevate – come Firenze, Perugia, L’Aquila e Potenza – vivranno giorni rigidi, con minime prossime allo zero, venti sostenuti e cieli coperti.
Il meccanismo che sta determinando questa ondata di freddo è noto come "blocco atmosferico": un promontorio anticiclonico si allunga sull’Atlantico, favorendo l’ingresso di aria artica da nord-est. In questo schema, l’Italia si trova esattamente lungo la traiettoria dell’irruzione fredda, diventando uno degli epicentri del raffreddamento.
Le perturbazioni non porteranno solo freddo, ma anche precipitazioni diffuse, con nevicate che potrebbero risultare copiose sulle Alpi e lungo l’Appennino.
Oltre ai disagi meteorologici, uno degli effetti più preoccupanti riguarda l’impatto sull’agricoltura. Le gelate notturne previste in pianura e nelle aree collinari rappresentano una minaccia concreta per le coltivazioni già in fase vegetativa, come vigneti, frutteti e ortaggi. Le temperature sotto lo zero potrebbero compromettere i raccolti, causando danni economici importanti in molte zone rurali.
Infine, la presenza di neve a quote insolite e il rischio di strade ghiacciate renderanno necessarie misure preventive per la viabilità, come se fosse pieno inverno. Una situazione che porta a dire, paradossalmente, che quest’anno fa più freddo ad aprile che a gennaio.
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